Scemo chi legge

26 Giugno 2007 11 commenti

E anche chi commenta

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Dialoghi al lavoro – Contratti

11 Settembre 2006 21 commenti

[...]
Alca: Luciana, sentimpo’: ma insieme a voi ha avuto il Co.Co.Co. anche l’assistente della dott.ssa Bestia? Di nome fa Adriana.
Luciana: Mah, non ricordo tutti i nomi con precisione… Com’è?
Alca: Be’, è carina!
Luciana: Ah, allora no.
Alca: Perché lo escludi con questa decisione? Tutte brutte?
Luciana: Abbastanza.
Alca: Allora posso chiamarvi “Le Co.Co.Cozze”?
[Fine amicizia]

Dialoghi in famiglia – La pianta

5 Settembre 2006 15 commenti


[...]
Alca: A proposito, ma come mai quella pianta l’hai lasciata dentro? Io, nel dubbio l’ho annaffiata lo stesso.
AlcaMamma: Lasciata dentro? Ma quale?
Alca: Quella in corridoio, vicino alla porta della stanza dove dormivo io!
AlcaMamma: Ah, la pianta finta?
Alca: Ah, era finta?
AlcaMamma: …
Alca: Vabbè, mica le farà male, no?
[...]

La Cina è vicina

7 Aprile 2006 19 commenti


“Mi accusano di aver detto più volte che i comunisti mangiano i bambini – ha proseguito -: leggetevi il libro nero del comunismo e scoprirete che nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi”

E’ però ora che tutto il popolo italiano, che oggi dileggia e denigra il nostro Presidente del Consiglio dopo queste affermazioni, sappia la verità.

Molti anni fa, viveva in Cina un saggio e vecchio uomo di nome Gengis Khon, che aveva un figlio di nome Bifol Khon.
Gengis era un uomo molto rispettato e come a tutti i vecchi saggi cinesi, la gente del popolo andava da loro a chiedere consigli.
“Ma gualda tu se io dovele stale a peldele tempo con tutti questi sfaccendati che mi vengono a chiedele cose di cui non avele la minima idea!” sbottava Gengis Khon quando rimaneva da solo
“e poi ho da fale!”
L’unico diletto per lui era il nipotino, Berlus Khon.
“Io falò l’opelaio!”
“no, nipotino calo, tu essele molto intelligente, non falai l’opelaio”
“nonnino, facciamo a capilci: quando tu dile ‘molto intelligente’ intendele ‘un deceduto con qualità intellettive fuoli dal comune’ oppure ‘intelligentissimo’? Se fossi in te, nonnino, cambielei esplessione. E comunque io volele fale l’opelaio!”
“no, tu sei talmente intelligente che diventelai qualcuno: pel me salai il Plesidente della Lepubblica Democlatica Cinese”
“no, l’opelaio!”
“no, il Plesidente!”
“allora salò il..”
“nipotino, non anticipale i tempi, tu lasciale stale Salò”
“nonnino, ti volele tanto bene, ma se continuale così io ti fale intelnale in un ospizio pel vecchi Saggi Cinesi Lin-Coglioniti! io volele dire che io allola salò un Plesidente Opelaio! CliBio!”
“Va bene, nipotino. Adesso vai a giocale, ci sono Don Bon Din, Xiao Ghe Din, Deng Xhi Fan e La Gar Din che ti aspettale. Ma quel bambino glosso glosso chi essele?”
“Essele bambino italiano. Ieli essele allivata comitiva di bambini in gita e lui essele un po’ glasso. Oggi limasto solo lui, ma tanto tanto tanto più glasso. Si chiama Fellala, anche se i bambini ieli chiamale lui ‘panzone’”.
E Berlus Khon andò a giocare.

Ma un brutto giorno arrivò la brutta notizia.
Come da tradizione millenaria cinese, venivano estratti a sorte i nomi di alcuni bimbi che, ahimé, dovevano servire per concimare i campi dopo opportuna bollitura.
E venne estratto, tra gli altri, il nome di Berlus Khon.
Gengis Khon era disperato e, contando sul suo status di vecchio rinc… ehm Saggio Cinese, il giorno della Gran Bollitura si presentò davanti alla Commissione Democratica Proletaria Agraria Concimatoria Popolare Pentoliera e Bollitrice per perorare la causa: quella di salvare Berlus.
Invocò l’editto di Cira-Mihn e quello di Macca-Ni-Kin, ottenendo solo parole di conforto e di saggezza (“Ma tu gualdale questo Vecchio Lincoglionito come falfugliale cose senza senso!, “Tu piuttosto pensale a poltale le spezie pel insapolile nipotino, Gengis Khon!”, “E poi ti cledele che altli fanno balzellette sui cinesi!”)
Non ottenendo soddisfazione, allora decantò le lodi delle qualità che ai suoi occhi facevano di Berlus un nipotino eccezionale.
GK: “Essele molto intelligente!”
CDPACPPB (in coro): “Plesto lo salà! Molto stecchito!”
GK: “Ma no! io volele dile che lui essele tanto intelligente”
BK (appeso ad una corda a testa in giù sul pentolone bollente): “Nonnino, clibio! ti avele detto di cambiale esplessione!”
CDPACPPB: “Bollitelo!”
GK: “Diventerà Plesidente!”
CDPACPPB (in coro): “Al posto di Mao, il Padle della Nazione? Attentato alla Costituzione!”
BK (ormai a pochi centimetri dal pentolone): “E fa lima con coglione! Nonnino, tu stale zitto mai, eh?”
GK: “Aspettate! lo vedete quel bambino là?”
CDPACPPB (in coro): “Quello che sta mangiando a molsi una quelcia millenalia?”
GK: “Sì, ploplio quello! Lui avele tanta tanta cacca dentlo di sè! Lui essele pieno di melda fino al celvello! Lui potere concimale molto più di di mille bambini bolliti! Ed è enelgia liploducibile! Non bollite il mio piccolo Bellus Khon!”
BK (con la testa ormai immersa nell’acqua): Glub! Boll! (trad: Maledetti nani comunisti!)
CDPACPPB (in coro): “Capo Cuoco Democratico del CDPACPPB, felmi la cottula!” e poi, rivolgendosi al bimbo grasso: “Facci vedele se essele velo”.
Ed il piccolo (per modo di dire) Ferrara esternò questa sua innata qualità. Con tanta quantità.
E Berlus Kohn fu salvo.

Ecco perché a Giuliano Ferrara è riuscito facile cacare stronzate a comando per decenni, ed ecco perché Berlusconi, dopo aver italianizzato il nome e dopo aver fatto un piccolo intervento di plastica agli occhi, oggi è alto come un cinese, odia i comunisti, ha pochi capelli ed ha il cervello bollito.
Riferimenti: La vignetta l’ho presa qui!

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Happy birthday, Mr Alca…

6 Febbraio 2006 31 commenti


… happy birthday to youuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!!! :)

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Lavoro, capo

1 Febbraio 2006 17 commenti


Stico, fanta!

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De Beerlusconi

13 Gennaio 2006 34 commenti


Un demente è per sempre.

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Fashion victim?

6 Novembre 2005 29 commenti


Il marketing di Prada ha un solo dubbio relativamente alla papashoes: il nome del modello.
Questi sono i tre “papabili”

1. Prete a porter
2. San Pietr a porter
3. Sono una donna non sono una santa

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Lapo(rto io!)

13 Ottobre 2005 35 commenti

A me Lapo non sta mica antipatico, anzi!
Lo seguo con simpatia da quando se ne andò per qualche mese in fabbrica in Piaggio a fare l’operaio sotto falso nome.
Certo, sapeva che quell’esperienza sarebbe finita presto, ma non tutti nella sua situazione avrebbero accettato di sporcarsi le mani.

Poi lo abbiamo ritrovato in Fiat con l’impegnativo compito di ringiovanire il marchio e personalmente credo ci fosse riuscito o, quanto meno, credo che ci stesse riuscendo.
Poi, aiutato da questo clima nazionalpopolare di evviva la bandiera, la patria è la nostra mamma (ma lo stato è un patrigno che ci chiede i soldi delle tasse), l’europa è una zia anche un po’ rinco (e poi si sa che parenti serpenti), ecc ecc, proprio la Fiat fa partire la campagna “Compra Italiano!” con tanto di bandierine tricolori nelle pubblicità, sulle felpe col marchio Fiat, ovunque.

Insomma, Lapo: ci hai (alla fine) rotto i coglioni con tutto questo “compra italiano”, “i francesi (o i tedeschi) ci ringraziano quando acquistiamo le loro macchine”, e con tutte ‘sto gran pavese di bandiere italiane e poi tu ti fai beccare con:
- un trans BRASILIANO
- con della droga acquistata nel cuore della notte da un NIGERIANO?
A Lapo, ma vaffanculo, va’!
E compra italiano!

ps: sapete come si chiamerà il prossimo modello della casa torinese?
Fiat Ella!

ps bis: ma chi me li scrive i testi?

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Missing dillo a tu’ sorella! (ciao Cami!)

27 Settembre 2005 23 commenti

A giudicare dal silenzio, sembrerebbe che io sia oberato di lavoro il giorno (lavorare io? pfui!) e distrutto dalla fatica del trasloco nel Nido dei Pini la sera (fanno tutto lavastoviglie, lavatrice, forno a microonde e friggitrice Anna).

Niente di tutto ciò!

Sono disinternettizzato.

A casa ovviamente ancora non abbiamo telefono e per quanto riguarda il lavoro, ho cambiato sede e mi ritrovo in un posto in cui se dico “access” chiamano un neurochirurgo, se pronuncio la sequenza di parole “sistema operativo” mi rispondono di stare calmo mentre fanno un numero al telefono e se parlo di “LAN aziendale” indicono una riunione sindacale.

Quindi tutt’al più riesco, di straforo, a rispondere ad 1 o 2 mail la mattina ed il pomeriggio posso al massimo scroccare una connessione da mammà (per l’appunto).

Per tutti coloro i quali fossero interessati, i primi giorni nel Nido sono stati ottimi.
E anche i secondi giorni, a dire il vero… :)

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Racconti marini – L’arrivo a casa

9 Settembre 2005 22 commenti

Arriviamo a casa a bordo della mitica Mehari affittata dal buon Luciano.
Il Luciano in questione è davvero una brava persona, che suo malgrado deve avere a che fare con svergognate come Anna che a 27 anni è ancora non maritata e che per di più si accompagna ad uno pelato col pizzetto.

Mica come la sua figliola, sposata e madre di due bambini prima di compiere la maggiore età!
Dicevamo: entriamo a casa, dove ci accoglie un profumo di rose e di viole; la casa, come da richiesta, era stata pulita per impedire ai Pini di versare anche una sola stilla di sudore vacanziero.

Quando stavamo già pregustando i pranzetti veloci a portar via di Martorana, dispensatore di ottimi panini alla cotoletta, di pizza margherita e, novità assoluta, di pizza con le patate (ma quest’anno senza cipolle), telefoniamo alla signora delle pulizie (titolare della Cloaca Massima srl, così dovrebbero chiamarla) per regolare il pendente.

E lì il sudore che non è stato versato per le pulizie della casa, ha tracimato (trattavasi però di sudore freddo) nel momento in cui ci è stato comunicato il compenso per la minuziosa opera di pulizia.
Solo per far capire approssimativamente, il prezzo è stato calcolato in percentuale sul PIL italiano.

Mentre Anna telefonava alla madre per convincerla ad intercedere presso la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale, il sottoscritto cercava prosaicamente di risolvere il problema a partire dall’anno a venire: “Se mi date la metà di quei soldi, l’anno prossimo parto io un giorno prima!”.

La proposta di Pino Filippino non è stata accolta.

Dopo un’ulteriore infervorata telefonata alla signora delle pulizie (che, in effetti, come ti pulisce il portafoglio non te lo pulisce nessuno), Anna ottiene uno sconto pari al 15-20%.
Conseguentemente, l’indomani arriva la notizia della modifica al ribasso delle stime della variazione dell’italico PIL annuo da parte del FMI.

Quindi è inutile che ve la prendiate con Berlusconi se il PIL non cresce, è colpa di Anna!
CriBio!

(continua, anche se di questo passo finisco a Natale)

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Racconti marini – La partenza

29 Agosto 2005 24 commenti

Tutto inizia alle 6,00 del 3 agosto.
Alle 6,00.
Partenza alle 9,00, sveglia alle 6,00.
E che poi mi si venga a dire che l’aereo è il mezzo più veloce.
Be’, oddio, per Lampedusa sì; già due anni fa abbiamo provato l’alternativa e ci abbiamo messo 22 ore; di più lento c’è solo un last minute con uno scafista.
Quindi vabbè, teniamoci l’aereo.

Tra l’altro qual’è l’antipasto? E’ che con Anna che si caca sotto dalla paura, un aereo dell’Air France ha deciso di fare un atterraggio leggermente lungo in Canada, prendendo fuoco.

Mamma Anna: “Dai, non è mica stato un attacco terroristico!”
Contessa Anna: “E mecojoni che consolazione!”
Amo questa donna.

Comunque, questo piccolo contrattempo non ci distoglie dal programma, che è: sveglia alle 6,00, pulizia occhio destro, pulizia occhio sinistro, caffè, pulizia denti, vestizione, pronti!
Ci accompagnano in stazione con guida sportiva e ci accomodiamo sul treno che parte, direzione Fiumicino, alle ore 6,50.

Durante i 20 minuti di ritardo (in realtà partiamo alle 7,10) guardo con fare sospetto tutti i possessori di zaini, valigie e contenitori simili (cosa assai improbabile su un treno che parte dalla stazione Termini e arriva all’aeroporto di Fiumicino).
Praticamente viaggio digrignando i denti con la bava alla bocca.
Ma soprattutto, cerco di guardare negli occhi tutti i passeggeri del treno per scoprire, dietro il loro sguardo, qualche fondamentalista valdese o qualche terrorista di Geova.

Durante il tragitto si scatena un temporale che pareva uno tsunami dall’alto, il che non fa che tranquillizzare ulteriormente Anna per l’incipiente volo.
Saliamo sull’aereo e dopo un’oretta e spiccioli ne scendiamo.

Nell’intermezzo Anna si è meritata l’appellativo (da jena quale sono) di Pina Gallina visto che, come il succitato pennuto, girava la testa a scatti non appena sentiva il minimo rumorino e/o non appena l’aereo variava di un metro la sua quota.
Però in effetti l’aereo un po’ ballava.

In ogni caso sono disposto a testimoniare contro quelle malelingue che affermano che Anna, non appena messo piede a terra, abbia baciato il suolo, abbia organizzato una sessione di macarena di 4 ore con le hostess, abbia cantato “Glory, glory allelujaaaaaaaa” a passo di marcia fino a casa, abbia recitato la formazione della Roma dell’ultimo scudetto, con tanto di “olèèèèèè” ad ogni nome.
Tutto ciò è falso, malfattori!
Comunque, una volta terminata la macarena, siamo andati a casa.

(Continua)

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Lamped-IUESEI

2 Agosto 2005 16 commenti


[...]
You?d seem ?em wearing their baggies
Huarachi sandals too
A bushy bushy blonde hairdo
Lamped-IUESEI
[...]

Amici,
amiche,
io ed Anna domattina fuggiamo da questa valle di sudore per tornarvi un paio di settimane dopo.
Nel frattempo ci sbaciucchieremo, ospiteremo amici, nuoteremo, saluteremo le tartarughe marine e faremo fronte comune contro le le molteplici ed insidiose creature marine (non c’è bisogno che vi dica altro, ormai grazie a me sapete benissimo i pericoli dei draghi marini, della verdura marina – il rosmarino marino può essere letale!) che però ormai abbiamo imparato ad esorcizzare grazie alle scarpine marine (ehm… veramente le uso solo io, Anna se ne guarda bene).
No, non ho affatto bisogno di ferie io!

Il 18 saremo di nuovo qui, abbronzati e con un trasloco da fare! :)
Ciaaaaaaaaaaaaaooooooooooooooooooooooooooooooo!

PS: ripeto l’invito già fatto lo scorso anno: chi può, prima di partire per le vacanze, vada a donare il sangue.

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Il Sanpietrino d’Oro

26 Luglio 2005 18 commenti

Ahahahahahahahahahah! Ahahahahahahahaha! Ahahahahahahahahhahaha!
Ahahahahahahaha! ahahahahahahahah!
Ahahahahahahahahahahaha!
Ah!

Che bello!
Che gioia nel vedere queste cose!
Ma sì, il generoso popolo italiano quando ci si mette, fa davvero delle cose commoventi!
Immaginate uno che non sappia far niente nella vita, con poche e sporadiche esperienze (quella di picchiatore a parte), con difficoltà a trovare un lavoro vero, che fai, non gliela dai ‘na mano a portare a casa il tozzo di pane?

E così al povero Storace l’hanno messo a fare il Presidente di Commissione di Vigilanza sulla Rai.
Gli piaceva anche perché ‘sto mestiere che faceva aveva un nome lungo lungo, e faceva più colpo sugli amici.

Poi lo hanno candidato alla Presidenza della Regione Lazio, ha vinto, ed ha fatto vedere le sue doti a tutti i cittadini della Regione.
Che infatti 5 anni dopo gli hanno detto “Guarda, sei simpatico come un frontale a 180 all’ora, però non vogliamo impedire al destino di compiere il suo glorioso percorso”.

Infatti il destino non è stato con le mani in mano: e che fai, a uno che è rimasto disoccupato, non gliela dai un’altra opportunità?
Ministro della Sanità!
Eccola la versione italiana del sogno americano, l’amatrician dream!

Ovvero: anche chi non sa fare nulla nella vita, rischia di sfondare!
E non si parlava di sfondare la rete del letto!
Sì, perché negli ultimi tempi, più che de “la destra che avanza”, Storace è l’impersonificazione de “la panza che avanza”.
Uno stomaco a banda larga, che ha un tasso di crescita che la Cina se lo sogna!
Ebbene, cosa ti fa questo buon uomo?

“[...] del decalogo contro l’obesità che il ministro della Salute, Francesco Storace, ha presentato in anteprima oggi a Milano a un incontro sulla Piattaforma Ue sull’alimentazione, l’attività fisica e la salute organizzato dalla Società Italiana dell’Obesità insieme all’International Task Force on Obesity.”

MA CHE DAVVERO?

A France’, te lo sei magnato ‘sto decalogo ve’?
No, dico, ma ‘sta cosa non la poteva fare Sirchia?
Tu, più che “le fisique du role”, c’hai “le fisique du bove” e ti metti TU a presentare una serie di consigli contro l’obesità?
Sarebbe stata molto più efficace una campagna cartellonistica in cui comparivi tu, e sotto la scritta: “Bambino, se mangi tanto, diventi come me”.
Certo, forse i bambini, nel dubbio che non fosse riferito alla pancia ma alla faccia, si sarebbero votati all’inappetenza, rischiando l’anoressia, ma almeno qualche piccolo risultato sarebbe stato raggiunto.

France’,
per questo, e per tanti altri motivi, eccoti il Sanpietrino d’Oro!

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Storia vera

11 Luglio 2005 44 commenti

Luciana è stanca.
E’ finita una lunga giornata di lavoro e il capo era anche nervoso, oggi.
E la stanchezza, tenuta nascosta dall’adrenalina, la pervade non appena si ritrova in strada senza il conforto dell’aria condizionata.
Tac, tac, tac, tac, tac, tac, tac, tac, destro, sinistro, destro, sinistro, destro, sinistro, passo regolare, quel tanto che basta per non distrarla dai pensieri e il tempo che le serve per arrivare alla macchina le consente di fissare la lista delle cose da fare.
Controlla l’ora e apre la macchina: spesa, palestra, chiamare papà, lavanderia…
Un rombo, una frenata ed uno strattone.
Vede una moto e due caschi che le si avventano contro, anzi, le sono già addosso.
Mirano il Rolex che porta al polso, a cui è tanto affezionata; cerca di divincolarsi, ma quello, allenato agli scippi, ha una presa d’acciaio e non la molla.
Ma lei, con i tacchi, con la macchina aperta, con la borsa che le da fastidio, è una preda troppo facile; per quanto resista e si divincoli, i due in moto hanno la meglio in pochi secondi.
Luciana è choccata, sconvolta, incazzata.
Se potesse li castigherebbe lei, una volta per tutte, se potesse gli darebbe tanti di quegli schiaffi, no, macché schiaffi, tante di quelle bastonate che se la dimenticherebbero per un bel po’ quella moto.
Se potesse armare quella rabbia che le sta salendo sù, se quella stessa rabbia potesse permetterle di nuocere a quei due, se potesse sfogare in qualche modo i furiosi impeti…
Non le rimane che urlare urlare urlare urlare urlareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee e che si fottano quei due bastardi,che possano cadere al prossimo incrocio, che possano spendere tutto in medicinali per il resto della loro vita, che possano soffrire così tanto da preferire la morte.
Ma in realtà, l’unica cosa che le esce dalla bocca, è:
“TANTO IL ROLEX E’ FALSOOOOOOOOOOOOOOOO!”

La moto frena, inverte la marcia, i due arrivano su di lei, le ammollano una papagna e si prendono la borsetta con portafoglio, cellulare e documenti e scappano indisturbati.

Amici concittadini
è ora di fare qualcosa per migliorare la nostra città.

CASTRAZIONE CHIMICA PER LUCIANA!
E ANCHE PER SUO PADRE!

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Il Toro è in serie A!

27 Giugno 2005 24 commenti


Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!
Sì!

PS: è l’unica parola che son riuscito a dire ieri sera, dopo 120 minuti di partita!
Neanche “mamma”, “papà”, “cacca”, “culo”, “esegesi”, “ermeneutica”, ovvero le prime parole che riesce a dire un bambino.
Nghè! :)

Riferimenti: Quello che salta in mutande non sono io!

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1+1=2

22 Giugno 2005 15 commenti

Gaffe del premier, Finlandia convoca ambasciatore
Il governo della Finlandia non sembra aver gradito le affermazioni di Berlusconi in riferimento alla presidentessa dello stato scandinavo Tarja Halonen e convoca l’ambasciatore italiano a Helsinki, Ugo de Mohr. Due giorni fa a Parma, nel corso di un incontro per l’assegnazione della sede dell’Agenzia alimentare europea, andata appunto alla città emiliana, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva detto che per ottenere l’importante risultato aveva dovuto “esercitare le mie arti da playboy, ormai lontane nel tempo…”.

Calderoli ripropone castrazione
Castelli, le leggi che abbiamo sono assolutamente adeguate
(ANSA) – ROMA, 22 GIU – Calderoli torna a proporre la castrazione che, sostiene, per gli stupratori puo’ essere chimica ma per i pedofili deve essere chirurgica. Ribadisce che ‘non c’e’ nulla di scandaloso, e’ un trattamento applicato negli Usa e in altri paesi europei’. Interviene Castelli: ‘le leggi che abbiamo, se correttamente applicate,sono assolutamente adeguate anche come deterrente’. Invita a ‘mantenere la testa fredda,la calma’ e chiede ai magistrati ‘di applicare le leggi come hanno possibilita’ di fare’.
© Ansa
Riferimenti: Per il diritto di autore

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Scusa Ameri. E scusa pure Ciotti

15 Giugno 2005 26 commenti

Attenzione, interviene Torino!
Del Piero!
Dopo circa un’ora dal segno di croce iniziale, e dopo un’azione insistita e sfiancante, il bianconero è finalmente riuscito a sbloccare la situazione.
Chiesa semideserta, con ampi spazi tra i banchi, solo 12 invitati, per un incasso della questua di circa una sessantina di euro.
In breve la cronaca: i due entrano in chiesa, lei leggermente in ritardo, ma Del Piero sembra non essere irritato da ciò (sicuramente una manfrina per innervosirlo).
La cerimonia scorre via lentamente, noiosamente, senza scossoni, a parte un inconveniente nella prima mezzora: un uccello di piccole dimensioni è entrato nella chiesetta e, nonostante il nutrito schieramento d’ordine, è riuscito a posarsi sulla spalla del nostro.
Si sono sentite distintamente le parole “Ah sì? ti sposi? e io?” e subito dopo il volatile si è reso colpevole di un deprecabile gesto, defecando in modo importante sulla divisa da matrimonio.
Scene che non vorremmo mai vedere nelle nostre chiese.
Disperso il passero coi lacrimogeni, la cerimonia è ripresa regolarmente.
Dopo pochi minuti, l’officiante ha chiamato a sé i due, rivolgendo loro delle domande alle quali hanno entrambi risposto “sì”.
Al che, l’officiante ha mostrato loro l’ostia gialla, minacciando di estrarre l’ostia rossa nel caso cui in futuro non si fossero astenuti.
“L’astensione è la risposta
sennò poi ti becchi l’ostia”
sono state le parole esatte dell’officiante.
Il rito si è poi protratto fino alla fine per alcuni minuti, senza ulteriori scossoni.
Da Torino è tutto, a voi la linea.

ps: non è colpa mia se Del Piero si fa sposare da uno che si fa chiamare Don Ciotti! Il minimo che ci scappa è una radiocronaca!

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Succede che…

24 Maggio 2005 34 commenti

°oggi il nano jr (Daddo) compie gli anni: A U G U R I, bello di zio!
A 9 anni sei un ometto!
ricordo con nostalgia quando ti prendevo in braccio, ma poi quando ti vedo penso, con sollievo, che non vuoi essere preso più in braccio (sarai pure atletico, o nipotino, ma qualche decina di chili in braccio in giro per 100celle possono renderti orfano di uno dei più straordinari zii che siano mai esistiti).

°la settimana scorsa ho mandato un sms di auguri ad un amico e lui mi ha risposto che ad ottobre si sposa; ho replicato dicendo che avevo sbagliato numero.

°a tutti gli amici: se talvolta non vi arriveranno i miei auguri di compleanno, non fateci caso.

°ho comprato un CD del 1978 in cui è compresa una canzone che inizia così:

You get a shiver in the dark
It’s raining in the park but meantime
South of the river you stop and you hold everything
A band is blowing Dixie double four time
You feel all right when you hear that music ring

Non significa nulla di particolare ma mi garba assai.
E se volete sapere che canzone è, o già lo sapete, o ve lo cercate, o nisba, ma guarda un po’!
E’ molto più bella la versione dal vivo di 13 minuti, ma sono stra-contento lo stesso!
Adesso è mio!

°del disco in questione, dovrei avere da qualche parte anche il vinile (LP, come si diceva una volta), ma probabilmente è inutile che me lo domandi, visto che:
-non ho un piatto su cui ascoltarlo
-se anche lo avessi, e se ritrovassi l’ellepì, questo sarebbe in condizioni pessime.
Ergo:
sticazzi.

°adesso la cucina del Nido dei Pini è a posto, nel senso che: l’acqua arriva alla cannella, il gas al fornello ed io arrivo a tutti gli scomparti del frigo.
Inoltre, il doccino del lavello, con opportuna prolunga estraibile di 9 metri, mi consentirà di gavettonare Anna in ogni angolo della casa.

°dopo una lunga istruttoria durata diversi mesi, dopo aver collezionato prove, indizi, racconti circostanziati, dopo aver ascoltato ore di conversazione e anche tenendo conto di tutte le attenuanti, generiche o no, è stabillito che il mio collega di ufficio è decisamente idiota.

°no, o lettore, capisco i dubbi che ho in te sollevato, ma io non sono così idiota, non più di lui.

°venerdì 27 è il compleanno di Anna.
Ed ho già comprato il regalo.
No, Anna, non è una tuta impermeabile che possa salvarti dal gavettone.

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Roma, Italia

28 Aprile 2005 28 commenti

Oggi, ore 8,15.

Mi sono svegliato da circa 3 quarti d’ora, ma poi mi son riaddormentato per risvegliarmi pochi minuti prima delle 8,00.
In casa un silenzio inconsueto.
Di solito mi giungono i rumori della cucina, del caffè messo sul fuoco, della televisione, del bagno occupato.
Stamattina, invece, nulla.
Non è la prima volta che capita: altre volte mia madre aveva fatto tardi per terminare la riparazione di qualche vestito e la mattina non ce l’aveva fatta ad alzarsi prima di me, ma poi, sentendomi camminare, andare in bagno e prepararmi il caffè, mi raggiungeva.
Stamattina no, sono in piedi da circa 20 minuti, ma il suo sonno dev’esser tale che non mi ha sentito.
Vado in camera e la vedo dormire del profondo.
Dev’essere stanchissima, è andata a letto ben dopo che son tornato a casa ieri notte.
Vado in cucina per prendere il caffè, dopodiché torno a vedere se si è svegliata.
Dorme, placidamente.
Non so se l’istinto filiale sia qualcosa di paragonabile all’istinto materno, ma mi viene spontanea fare una cosa.
Faccio un passo per avvicinarmi al letto e…

“MAMMAAAAAAAAA SVEGLIAAAAAAAA, SONO LE OTTOOOOOOOOO E VEEEEEEEENTIIIIIII!!!”

(Alca spirito coboldo, dopo aver constatato il risveglio, si gira ed esce sfregandosi le mani e saltellando come uno gnomo sadico, contento di aver reso la pariglia almeno una volta).

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Il Nido dei Pini

1 Aprile 2005 20 commenti

Con la velocità di un’era geologica, la casa sta assemblando pezzi su pezzi.
Oddio, in realtà chi ci dovesse entrare troverebbe un cumulo di macerie circondato da un vecchio salotto comprensivo di divano, un letto ed il necessaire per i bisogni fisiologici ed igienici.
Però le idee ci sono, eh?

La cucina esiste, e si trova, forse, in un cucinificio marchigiano e prima o poi dovrebbe addirittura arrivarci in casa!
Il frigo, non acquistato assieme alla cucina, è stato individuato.
Non da me, ovvio.

Ho avuto due cataloghi in casa per due settimane e tutto quel che ho fatto è stato cerchiare tutti i frigo larghi 60 cm.
Poi la sezione Intelligence della coppia (Anna) in 5 minuti di orologio ha dapprima circoscritto a due modelli la scelta e poi ha pure sciolto il busillis (stessa cosa dicasi per la lavatrice).
Del resto, perché sforzare le mie risorse per ore ed ore (senza peraltro venirne a capo) se poi Anna ci mette 5 minuti per fare la stessa cosa?
I lontani studi di produttività marginale del lavoro mi sono stati utili, in questo caso.
Alla cucina a questo punto, oltre ad alcuni ammennicoli non indispensabili all’abitabilità, mancherebbero tavolo e sedie.

Sulle sedie siamo quasi a posto.
Come giapponesi in vacanza, abbiamo sbirciato le sedie in una casa (eravamo stati invitati, eh?), ci siamo informati sul luogo dove erano state acquistate e ci siamo ivi recati (mai detto “ivi” in vita mia).
Siamo entrati alle 18.55 di sabato scorso e, tempo 10 minuti, ci hanno messo alla porta (posteriore, tra l’altro) dicendoci ‘Buona Pasqua’ senza averci fatto vedere una sedia, una foto di una sedia, o una foto dei nipotini.
Niente.
E a me all’uscita mancava pure un rene.

A questo punto, all’appello mancano alcuni orpelli in bagno, fra cui lo specchio, indispensabile per la cura mattutina della mia acconciatura, e la camera da letto. E una libreria.
Dicesi ‘camera da letto’ un insieme di mobili, di varie forme e dimensioni, atti ad arredare armonicamente la stanza in cui, principalmente, si dorme (attività copulatorie a parte).
La nostra sarà composta da: letto, armadio mod. Babele (dove sarà riposto di tutto di più, anche se non necessariamente in ordine), due comodini, uno specchio a figura intera (non rivolto verso il letto, sennò mi vien da dire come il buon HektoB: ‘Anna, guarda, ci son due dentro la nostra stanza che stanno facendo zupa-zupa’), una piantana (al posto del lampadario).

In poche parole: per l’inaugurazione c’è ancora un bel po’ da attendere…

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South Alcas

21 Marzo 2005 33 commenti


Ho trovato questo link in un post di k@y di qualche settimana fa e, visto che questo coincide con una giornata riposante da un punto di vista lavorativo, mi ci sono dedicato.
Io forse non sono somigliantissimo, ma Anna è UGUALE!

Eh, che dite?
Riferimenti: Disegnatevi come pupazzi di South Park!

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Torte e tortini

17 Marzo 2005 7 commenti

No, è che fondamentalmente non sopportavo più quella torta di compleanno, un po’ rancida, se volete.
E poi, se la famosa ingegnera sabauda mi richiama alla scrittura, obbedisco.
Ovviamente agisco sotto l’influsso di un tortino alla gianduia (dove evidentemente dimorava già lo spirito dell’ingegnera di cui sopra) e sotto l’influsso di una cena ottima in un bel posticino (Messaggio promozionale: Retro, via Enrico dal Pozzo 5), ma soprattutto sotto l’influsso della compagnia dei miei ex-colleghi (nella cena in questione) che mi fanno pensare, ogni volta che li rivedo, che io in un ufficio così, purtroppo, non lavorerò più.

E scusate per la malinconia, non volevo!

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Per gli auguri in fondo a destra

5 Febbraio 2005 36 commenti


Amici
versate qui l’obolo della vostra gradita amicizia, facendomi gli auguri di buon compleanno!
Happy hour dell’amicizia, ma solo dalle ore 0,00 alle 24,00 di domenica 6 Febbraio!
Amico avvisato, mezzo salvato!

E ricordate di dire all’ingresso “ma quanto te li porti bene i tuoi 35 anni!”, mi raccomando!

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Lui e Lei

2 Febbraio 2005 16 commenti

Lui se ne stava rincantucciato nel suo montgomery verde scuro, con quel berretto di lana che gli piaceva tanto calcato in testa per il gelo.
Lei era dalla parte opposta del circolo di persone che si era formato davanti al ristorante e fissava la nuvoletta di vapore che usciva dalla sua bocca per il freddo.
Lui temeva che lei non avesse sentito quel che stava dicendo agli altri, perciò le si avvicinò e le disse sottovoce:
‘Tizio e Caio mi hanno scambiato per Luciano, e adesso tutti noi altri stiamo facendo finta che io sia Luciano. In effetti, però, sono Alca’.
Lei lo guardò e le sue labbra dissero: ‘Sì, avevo sentito…’ e i suoi occhi aggiunsero sorridendo ‘…sciocco!’

Buon Conosciversario, Anna!

PS: tanto lo so che ti eri dimenticata…

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Aguzzate la vista

28 Gennaio 2005 15 commenti


Secondo voi, questi due oggetti (un cavalletto ed un compasso massone), si somigliano?

Mah…

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Il Sanpietrino d’Oro

26 Gennaio 2005 15 commenti

Amici
mi sembra inevitabile attribuire questo Sanpietrino.
Non che non esistano persone più degne e meritevoli di questo riconoscimento, ma stavolta la sua pertinacia, l’ostinazione con la quale ha cercato di farselo attribuire e la prestanza fisica l’hanno avuta vinta!

Quindi il vincitore del Sanpietrino d’Oro per questa volta è:

GIANNI DE MICHELIS

il quale ha dato spettacolo durante il congresso del Nuovo PSI tenutosi la scorsa settimana e alla fine del quale è stato eletto Segretario Nazionale per acclamazione di tutti e 7 i tesserati socialisti.
A pochi giorni dal 12° anniversario (29 gennaio 1993) dal suo primo avviso di garanzia (il tizio in questione è stato inquisito e condannato perché aveva l’abitudine di spartirsi le tangenti di tutto il Veneto insieme al democristiano Bernini), è stato capace di dire, durante i discorsi di apertura e di chiusura del congresso (e che ciò costituisca insigne motivazione al premio stesso):

?Ci siamo lasciati alle spalle il periodo che ha visto i socialisti, a causa di una vicenda, quella di mani pulite, che ancora aspetta di essere interpretata e letta con le parole della verità, privati anche del diritto di esistere.”

No, no, vi hanno proprio condannati! E tu per primo!

“Essere socialisti ha significato fino a pochi anni fa rappresentare un modello di comportamento politico negativo, essere additati al pubblico ludibrio come esempi di corruzione e di malgoverno.”

Strano!

“Ci siamo ribellati, con le armi che ci erano rimaste, cioè l?intelligenza e la capacità di fare politica, a questa schedatura, che non solo mortificava noi, ma pretendeva di archiviare in modo irrealistico una delle esperienze più straordinarie della storia italiana.”

Quale esperienza? La pioggia di monete addosso a Craxi all’Hotel Rafael? FI-CHI-SSI-MA!

“Abbiamo difeso con orgoglio ciò che siamo stati e ciò che abbiamo dimostrato di essere, guidando con Bettino Craxi, uno dei governi migliori della storia parlamentare del nostro Paese.

Ovvero? Ah, ho capito: Zoff, Gentile, Cabrini, Marini, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Antognoni, Graziani…

“Tale lavoro [...] si è proiettato nella direzione della ricostruzione dell?area laico-socialista, in sintonia con i liberali, dialogando costruttivamente con i repubblicani e ricercando un confronto, che continua, con i radicali?

Sì, e poi vi mettete a trenino a cantare ‘Brigitte Bardot Bardot, Brigitte béjo béjo…’

“Non siamo disposti a concedere i nostri consensi senza contropartite politiche importanti. [...] La priorità è il ritorno alle istituzioni” e “avere un garofano in ogni regione e provincia”.

Sì, e un geranio su ogni balcone…
Che altro vuoi? una macchina di grossa cilindrata che ti aspetti fuori col motore acceso?

“Oggi, con alle spalle il risultato delle europee, abbiamo raddoppiato i voti e gli iscritti. Siamo una comunità viva, composta da oltre 50 mila militanti”

Azzo! siete proprio miliTANTI!

“Nulla è scontato per le elezioni”

No? fate sempre il 10%?

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Ho fatto il mazzo ad Anna

21 Gennaio 2005 30 commenti

E uno non può nemmeno sparire per un mesetto e mezzo!
Eccheccavolo!
Avrò fatto il lifting come il nostro esimio capo del governo in carica? (ok, chi è che dice che ho fatto il trapianto di pelle di ginocchio in testa?)
Oppure qualcuno mi avrà tenuto in doppia fila per un cospicuo numero di settimane?
Impegnato con la ricerca della cucina?
Impegnato nel recapito a mano dei Sanpietrini?
Niente di tutto ciò! e poi basta con le autocitazioni.

Il minaccioso titolo del post riguarda invece uno dei due regali che a Natale ho fatto ad Anna.
Ad una amica che mi aveva chiesto cosa le avessi regalato ho detto: “Le ho fatto un mazzo simbolico”.
In realtà, o porci subliminali che non siete altro, trattasi del mazzo di chiavi di casa, di quel nido che accoglierà questi due cuccioli implumi entro breve (?) tempo.

Ad essere onesti, sembra che il regalo, benché graditissimo, sia quasi inutile, perché la implume Anna ha notevoli difficoltà nell’aprire la porta di casa.
E’ infatti stato sperimentato che la sua mano sinistra per questo lavoro sarà pressoché inutilizzabile e la mano destra riesce nell’impresa solo con l’applicazione di un motore a latere che utilizzi lo stesso meccanismo del servo sterzo.
Faccio notare che io riesco ad aprire la porta con la sola forza del mignolo della mano sinistra.

A proposito della casa, sappiate che alle ore 15,07 di venerdì 14 gennaio è stata data la prima spatolata alla carta da parati che ancora adornava le pareti dell’ingresso e di due stanze; spatolata che ha rappresentato il varo dei lavori da effettuare (pochi per la verità) per rendere abitabile casa Alca.

Dopo aver terminato con l’eliminazione della carta, provvederemo alla scartavetratura (si dice?) che ci trasformerà in abominevoli creature delle nevi, dopodichè si passerà alla tinteggiatura.
O LaManu che ti sei gentilmente offerta di aiutarci, ti ringraziamo, ma non c’è bisogno che ti catapulti qui per innevarti di intonaco; se poi commettessi l’errore di dirti dove è ubicata casa, per te fare amicizia col mio notaio e fare il rogito sarebbe uno scherzo.

Altro lavoro urgente: sfrattare i piccioni dal balcone della cucina, i quali piccioni avevano trasformato la caldaia in un cacatoio di vaste dimensioni.
Per risolvere il problema, avrei intenzione di minacciare i piccioni di mettere in commercio dei piumoni di finte piume di anatra selvatica islandese (prendendole dai suddetti piccioni cacatori), che risolverebbe il problema della caldaia e che darebbe anche qualche non lieve soddisfazione economica.
L’alternativa potrebbe essere cercare di convincere George W. che i piccioni di 100celle sono ripieni di petrolio.

A presto, amici!

PS: mi spiace se qualcuno si è preoccupato!

Riferimenti: Alca consiglia (anche se chi nn c’era nn capirà nulla)

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Amici Vigili

10 Dicembre 2004 94 commenti

Che faccia fa un portiere di calcio quando subisce un gol a due minuti dalla fine quando la sua squadra sta vincendo 4-0?
Mah… più o meno resta impassibile, che gliene frega?
Più o meno avrà fatto la stessa faccia l’amico Vigile Urbano quando io, a chilometri di distanza, gioivo come Tardelli dopo il gol alla finale dei mondiali ’82, dopo che mia madre mi aveva fatto conoscere la risposta datale dal suddetto Amico Vigile ad una fatidica domanda.

Detto così sembra complicato, torniamo indietro:
qualche settimana fa un simpatico postino recapita una busta contenente una gioiosa ed abbondante multa da parte dell’Ufficio riscossioni e Tributi di via dei Normanni.
La incantevole cifra era di circa 345 ? e gli unici riferimenti erano un numero di verbale e l’anno di riferimento (il 2000).
Essendo disordinato ed avendo una memoria un poco nuvolosa e a tratti variabile, dopo due giorni riesco a ricordare che in quell’anno avevo avuto un incidente in gennaio, col quale avevo rimediato, oltre a sei punti di sutura sulla spaziosa capoccia, anche 2.000.000 di danni (in lire) e quasi 200.000 di multa (fattami mentre ero al Pronto Soccorso, Vigili bast… ehm amici!).

Pochi giorni dopo vado a protestare, munito di 50cmq di cerotto sulla accogliente fronte, presso il comando degli amici Vigili Urbani, ma non ottengo nulla, anzi, mi dicono: visto che sei qui metti una bella firma sul verbale, che ti vale da notifica, va’!

Cornuto e mazziato, torno a casa.

Nella mia memoria è proprio a questo punto che si perdono le tracce della multa, senza risolvere il problema più spinoso: ma la multa l’ho pagata o no?
Io, Bravo Cittadino Alca, ho un remotissimo sentore: le multe le ho pagate tutte, magari sotto scadenza, ma tutte.
Ma se è così, perché è arrivata a casa questa mazzata da 345 ? (a due mesi dalla prescrizione quinquennale, puntigliosi amici)?

Stimolato dalla volontà di togliere una pratica lavorativa agli amici vigili (ce devi crede) mi son messo a cercare come un setter all’interno della mia camera, rovesciando cassetti e rovistando nelle macerie e annusando i verbali, seguendo la traccia di una multa per divieto di sosta del 2002.

Dopo un venti minuti di frenetica ricerca, salta fuori una busta verdognola con tanto di verbale, notifica e bollettino di pagamento.
Dopo un’esultanza alla Juary (chi se lo ricorda?) durata circa un quarto d’ora, la saggia genitrice mi fa notare che ho pagato la multa il 61° giorno, quando il termine era di 60.
Acquisto di colpo un pallore cadaverico, ed è l’unica cosa che posso acquistare dopo che mi son volati via in un colpo solo 345 ?.
Consulto il calendario di Windows e si accende una speranziella: il giorno del pagamento era lunedì, quindi, se il Codice Civile non è un’opinione… Ma anche di fronte a questo appiglio continuo a temere l’inurbano Vigile Urbano.

La mattina dopo l’agguerritissima Alcamamma si sguinzaglia presso gli uffici del Comando degli Amici Vigili e pone la fatidica domanda: “ma se il 60° giorno è un festivo, la scadenza slitta automaticamente al primo giorno non festivo?” (che tradotto significa: “ma il codice civile vale anche per voi?”).

L’indifferente Amico Vigile risponde di sì, con la faccia di cui sopra, e chiude la pratica.

Lunedì partirà un fax per l’Ufficio Riscossione Tributi (e Perdite di Tempo) di via dei Normanni.
Il testo della nota che accompagnerà i documenti richiesti sarà più o meno questo:

“Trenta giorni ha Novembre
con April, Giugno e Settembre;
di ventotto ce n’è uno,
tutti gli altri ne han trentuno!

Nell’anno in questione Febbraio ne aveva ventinove, il che farebbe slittare il pagamento da me fatto al sessantunesimo giorno, ma in soccorso dovrebbe venirmi il Codice Civile.
Vi allego l’articolo che riguarda i termini, visto che i vostri computer sembrano non tenerne conto.

Art. 2963 Computo dei termini di prescrizione

I termini di prescrizioni contemplati dal presente codice e dalle altre leggi si computano secondo il calendario comune (Cod. Proc. Civ. 155).
Non si computa il giorno nel corso del quale cade il momento iniziale del termine e la prescrizione si verifica con lo spirare dell`ultimo istante del giorno finale.
Se il termine scade in giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo (c.c.1187). [nda: TIE'!!!]
La prescrizione a mesi si verifica nel mese di scadenza e nel giorno di questo corrispondente al giorno del mese iniziale.
Se nel mese di scadenza manca tale giorno, il termine si compie con l`ultimo giorno dello stesso mese.”

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Il Sanpietrino d’Oro

1 Dicembre 2004 33 commenti

Se già riuscisse ad esprimere delle opinioni che possano essere chiamate tali per ciò che concerne il suo ministero, sarebbe un successo di dimensioni storiche.

Immaginate cosa può combinare il Ministro per le Riforme quando si ritrova a parlare di problemi concernenti l’ordine pubblico, la criminalità, il rispetto delle leggi.
Come si esce dal rutilante mondo fatto di polenta taragna e di osterie del gallo d’oro, il Ministro spara una serie di fesserie come fossero fischiabotti e luoghi comuni come fossero raudi, che in confronto Napoli a Capodanno è l’Eremo di Camaldoli.

Quindi il vincitore di questa edizione del Sanpietrino d’Oro è:

ROBERTO CALDEROLI

La motivazione è scolpita nelle sue illuminanti parole:

“Nessuno può permettersi di toccare un ‘padano’” e il benzinaio “era un nostro militante” ha detto Calderoli.
E ha annunciato che il Carroccio ha offerto una taglia di 25.000 ? a chi “riuscisse a dare informazioni utili alla cattura dei due assassini del benzinaio di Lecco”.
“Io avrei preferito qualcosa del tipo ‘vivo o morto’, ma mi hanno detto che la legge non lo consente”.
“Le critiche non mi smuovono di un centimetro. La mia proposta l’ho fatta non come ministro ma come coordinatore della Lega Nord e come cittadino”

Ci piacerebbe sapere se è mai capitato che il cittadino Calderoli abbia mai avuto differenze di vedute col Ministro Calderoli e/o col Coordinatore della Lega Nord Calderoli: non ce ne stupiremmo, ma sinceramente, dalla sua mente semplice non ce lo aspettiamo.
Proporrei un dibattito fra i tre: sarebbe davvero un’occasione per un confronto fra intellettuali con interessanti aspetti psichici.

Quest’edizione del Sanpietrino d’Oro ha deciso di rendere onore al vincitore, traducendo in una lingua comprensibile dallo stesso vincitore le alte motivazioni che trovate scritte sopra anche in italiano:

Noi premiare Sceriffo delle Riforme per suo lavoro contro pellirosse, bandiererosse, musigialli, musineri.
Perché lui avere spiegato a tutti noi senso democratico di calcio in culo, valore educativo di ronda armata di bastoni, etica di intolleranza verso non padani.

Se non ci fosse di mezzo un morto, ci sarebbe da ridere.

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Anatre

24 Novembre 2004 38 commenti

Vai a capire cosa può succedere un sabato pomeriggio.
Tu esci per i fatti tuoi e vieni a sapere delle cose che nemmeno la Settimana Enigmistica sa.

Io ed Anna avevamo deciso di fare un’acquisto indispensabile per la casa: il piumone d’oca.
Un acquisto resosi ancora più indispensabile dall’inatteso blocco della caldaia al momento della sua riaccensione dopo 7-8 mesi dall’ultima volta.

Entriamo in questo regno dei piumoni dove la gentilissima (ed alla mano) proprietaria ci svela pregi e difetti di ciascun prodotto.

Tira fuori anche dei cilindri pieni di piume di ogni bestia possibile ed immaginabile (abbiamo spaziato dal Masturpio Antartico al Frondico Groenlandese, dall’Egriceto Mantecato alla Panna al Cantilio Senza Forfora, ecc ecc) per decantarci caratteristiche di leggerezza e calore di ogni piumaggio.

Ma voi non conoscete (e nemmeno noi, prima che ce ne parlasse la negoziante) la terribile e spaventosa Anatra Selvatica Islandese!
Una bestia feroce già nei climi più temperati, figuriamoci se sottoposto all’inospitale gelo artico.
Immaginate questo palmipede alle prese con temperature di decine di gradi sotto lo zero e con venti fortissimi, costretta a dotarsi di caldissime piume al plutonio e ad ancorarle al corpo con dei rinforzi che resistano a spaventose folate di vento, neve e ghiaccio.

Immaginate anche che questa bestiola deve fare fronte alle continue aggressioni degli spiumatori di Anatre Selvatiche Islandesi, dei malvagi individui che vivono in funzione del depauperamento del patrimonio piumizio del palmipede.

Per far ciò, la Natura ha dotato l’arguta anatra di ali prensili (che consentono di rivolgere un amichevole gesto dell’ombrello ai pericolosi spiumatori indigeni) e di zampe estendibili ed aerodinamiche (che permettono una velocità fino a 185 km/h anche in condizioni proibitive del terreno).

Ciò consente ai pennuti di dileguarsi nell’algido clima islandese anche in presenza di centinaia e centinaia di spiumatori professionisti.

E adesso capisco perché un cazzo di piumone di piume di Anatra Selvatica Islandese costa 5.000 ?, tacci sua!

PS: alla fine io ed Anna abbiamo optato per un piumone di placide, lente, mansuete, starnazzanti oche.

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Di cosi e di cose

19 Novembre 2004 32 commenti

Per fortuna sto uscendo dal periodo di lavori forzati, anche se forse (nda: no, adesso è ufficiale) per l’ennesima settimana sarò in ufficio anche il sabato.
Una volta però avevo decisamente più tempo per il blog, adesso un po’ meno.
Anzi, forse è opportuno precisare: grazie a questo coso (non trovo parola più adatta) la mia vita, virtuale e reale, è un po’ più piena.
Certo, sempre saccheggiata a piene Manu (ehehehehe, beccati questa!), ma comunque piena.

Ad esempio: questa storia della cucina ha intenerito i cuori.
Pensare che un essere alcaciofide parcheggiatore di culi su serrature di macchine in doppia fila, pisciatore nei vasi floreali, contenitore di paure di draghi marini tirrenici, fomentatore di guerre ai maleodoranti transalpini, sterminatore di bancomat, donatore di specchietti di Opel Corsa, frenatore degli istinti riproduttivi che il nano jr riversa sullo zio per scopi ludici e reduce dal titillamento di capezzoli da parte del suo ex capo possa decidere un giorno di mettersi a cercare una cucina combattendo così con il centimetro, con le distanze, con i colori, con la cucina a gas, con le presine, con la cappa, con i tubi (il lavandino deve essere per davvero collegato ad un tubo? COSA? ANCHE IL GAS???), con le prese, con gli spazi, con i vuoti e con la puzza di broccoli lessi, bè, è un’immagine che spezza davvero il cuore.
Ringrazio per i commenti (Gala e Pea su tutti, denghiu!), per i suggerimenti e anche per le mail arrivatemi, ma una cosa in particolare mi ha davvero commosso.

La racconto brevemente: martedì, complice una sosta obbligata ai box della AlcaMobile, sono andato a donare (il sangue, cara Blu, sono andato a donare il sangue).
Quando riaccendo il cellulare, trovo la chiamata dell’AlcaMamma.
La richiamo e mi dice che è arrivato un pacco (niente doppi sensi, please).
Lo dice con la stessa gravità con la quale Buttiglione direbbe che un gay è uguale a tutti gli altri esseri umani.
Per tranquillizzarla le dico che in effetti aspettavo un plico da Unabomber, ma non si calma.
Non mi resta che tornare a casa e verificarne il contenuto.
Scherzi a parte, mi son trovato una busta piena zeppa (intendo chili) di cataloghi di mobili raccolti per me in fiera da K@y e dal suo 3/4.
E venitemi a parlare di mondo virtuale…
Non mi è scappata la lacrimuccia solo perché fra la donazione la mattina, ed il salasso che mi aspettava la sera dal meccanico, non avevo proprio liquidi disponibili (sì, era una battuta).
Grazie K@y e grazie 3/4!
E grazie pure a LaManu che ha fornito loro il mio indirizzo.

E la prossima settimana probabilmente conoscerò (anzi, conosceremo) di persona colei che è conosciuta nel mondo (dei blogger) per aver creato la fondamentale Legge di Attrazione Occhio ? Seno, detta anche Legge di Attrazione Fatale, in seguito ad un quesito sollevato in un mio post.
Non dico qualcosa che potrebbe identificarla con esattezza assoluta (perché magari a lei non va) però io sono contentissimo!

Per non parlare del fine settimana di metà dicembre con tutta la combriccola con la quale ci ritroveremo in quel di Amelia e dove, forse ci sarà la new entry di Isterica e famiglia!

E poi ci sono quelli che vorrei tanto conoscere “pirsonalmente di pirsona” (Smilla, vAiola ed Italo, ad esempio) e magari prima o poi capiterà.

Insomma questo coso qui si sta pian piano trasferendo anche nella parte di vita che non può essere scritta con codice HTML.
Boh, mi andava di dirlo.

Aggiornamento cucinifero: ATTENZIONE! Sabato scorso Alca ed Anna hanno avvistato in zona Settecamini una cucina ed preventivo interessanti! Ma la cosa più sensazionale è che il menzionato Alca ad un certo punto ha espresso una decisa opinione estetico-valutativa!
“No, a me quel pezzo accanto alla cappa non piace fatto a giorno!”
Il pezzo in questione è un riempimento largo 23 cm, di nessuna utilità pratica e assolutamente marginale nel contesto di una cucina, ma l’evento eccezionale è che Alca ha espresso un’opinione con conseguenze pratiche.
E sia Anna che il venditore gli hanno pure dato retta!
Mah… chissà come andrà a finire!

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Il Sanpietrino d’Oro

12 Novembre 2004 30 commenti

Amici scusate, ma al lavoro sono davvero sotto assedio.
Vi peeeeeeenso tanto, ma sono quasi impossibilitato (almeno per un po’) a partecipare alla vita blogghereccia.
Passiamo al Sanpietrino d’Oro.

Mi spiace davvero.
Non voglio dedicare tutto questo tempo a lui, ma qualche volta non ti lascia proprio scelta.
Sto cominciando ad affezionarmici a questo illuminato esempio di indipendenza (dal pannolone), di rigore (per l’Atalanta), di fermezza (delle sinapsi) e di equilibrio (di percentuale di cognac nel sangue).

VITTORIO FELTRI

Peccato che non ami particolarmente il fatto che mi si guasti il pranzo domenicale, e lui lo ha fatto.
Ero lì, davanti ad un bel piatto di pasta fatta in casa (questa settimana gnocchi), con accanto la fumante pentola contenente spezzatino al sugo e cosa si para davanti ai miei occhi?
Una pubblicità televisiva.
“E che sarà mai?” direte voi…
E no!
Non davanti all’agognato gnocco!
Mentre i miei occhi voraci erano catturati dalla montagna dell’incauto cibo depositato nel mio piatto, cosa odono le mie orecchie?
“IL CORANO LETTO DA FELTRI”
Mi è immediatamente partito l’antivirus, ma era già troppo tardi.
I pubblicitari, manco fossero autori di “Avanzi”, “Tunnel”, “Pippo Chennedy Show” e “L’ottavo nano”, concludono con la meraviglia delle meraviglie, con lo slogan che nemmeno il più sapido battutista o il più smaliziato creatore di aforismi sarebbe stato capace di tirare fuori: “Il Corano in versione integrale, non integralista”.

Qualsiasi altro concorrente al Sanpietrino d’Oro ha dovuto inchinarsi di fronte al genio impareggiabile di questo uomo di valore (per via della faccia di bronzo, ma l’ho capita solo io).

Per concludere prendo in prestito una frase detta da Michele Serra e la applico al tizio di cui sopra (la citazione non è proprio alla lettera, ma più o meno il senso è quello):
“Se un giorno dovessi scoprire che Feltri [nda: in realtà il cognome fatto da Serra era un altro] è realmente un accanito persecutore del sistema, diventerei subito il suo più fervente sostenitore.
Del sistema, ovviamente”

PS: scusate, ma l’attualità merita una nota: non sarò fra coloro che beatificheranno Mentana per il fatto di essere stato cacciato. Non lo stimavo prima, non lo stimo ora, la decisione di Mediaset è perfettamente legittima, ma è evidente che con Rossella si vuole garantire una linea editoriale più marcatamente filo-governativa in vista delle elezioni 2006 ed in virtù del decadente declivio intrapreso dall’Italia sotto la sciagurata guida di questo governo.
Facciamoci coraggio, ne abbiamo bisogno.

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Vado di fretta

5 Novembre 2004 30 commenti

E doveva capitare prima o poi.
Mannaggia alli pescetti già mi era saltato il Sanpietrino, ed ora anche il post del venerdì?
No, eh?
Certo, il Sanpietrino non avrei saputo a chi darlo.
A Kerry?
A tutti noi suoi sostenitori (per chi si sente tale, ovvio)?
Al popolo americano?
A quello mondiale?
Un Sanpietrino collettivo non è che mi affascinasse molto.
Credo che lo avrei dato a Bin Laden, alla fine.
Ha indispettito molto me, col suo intervento, figuriamoci un indeciso elettore medio americano.
Se un effetto sul voto c’è stato, a seguito delle dichiarazioni, credo sia stato favorevole a Bush.
Bisognerebbe sapere quali fossero le reali intenzioni di questo farneticante essere; io le ignoro, ma se mi ci metto a pensare qualche dubbio mi viene.

Per il resto, questa settimana sul lavoro è stata molto lunga e faticosa (e non è ancora finita).
Vogliamo dire che buona parte di tutto ciò è dovuto all’”amatissimo” presidente della Regione Lazio Storace?
Vogliamo dire che sotto ci sono delle cose “strane”, proprio in prossimità della campagna elettorale?
Vogliamo dire che altro non si può dire?
In compenso, chi deve coniare slogan elettorali volti a sottolineare le lacune del simpaticone di cui sopra, può sempre ideare:
“Storace nun ce piace”, oppure
“Storace è ‘n’incapace”, o ancora
“Storace, lascece ‘n pace”

Poi ci sarebbero anche le rime con “brace”, “antrace”, “fornace” e “pneumotorace”, ma poi si va sul pesante…
I contributi di giovani creativi sono ben accetti!

Infine, cosa dire del fine settimana scorso (nonostante Storace, visto che anche per causa sua ho dovuto lavorare fino alle 13.00 di sabato), passato con Anna a Sperlonga?
Niente, non c’è nulla da dire.
Siamo stati benissimo.
Niente sole ma tanto caldo.
E poi pranzi e cene in spiaggia davanti ad un ipnotico mare, tante passeggiate e una cultura sui modi di conservazione e di deperimento controllato delle mozzarelle di bufala.
Onestamente, che desiderare di più?

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Caccia alla cucina

29 Ottobre 2004 44 commenti

E così è cominciata, nel silenzio tipico delle adunanze carbonare, la ricerca del mobilio per la casa.
Niente di che, finora vi abbiamo dedicato non più di qualche ora raccattata in qualche sabato pomeriggio.

Anzi, prima di tutto è necessario dire che ho una voglia matta di andarmene a stare con Anna, per conto nostro.
No, perché da quello che sto per dire sembrerebbe che io in realtà non abbia tutta questa voglia.
Il problema è solo quello della mia pigrizia.

La voglia di tornare a casa, aprirla e trovarla arredata è tanta, ma se proprio dovessi scegliere, preferirei essere un Maometto fancazzista che non fa altro che ricevere visite di cucine e di armadi che muoiono dal desiderio di venirsi ad impiantare a casa mia, già con le misure giuste.

Driiiin
-Chi è?
-Salve, sono una cucina Berloni, ho tanto sentito parlare talmente tanto di casa sua che vorrei, se a Lei non dispiace, candidarmi per essere scelta
-Hmmm… si faccia un po’ vedere… bè, sì non è male. Come ha detto che si chiama?
-Berloni!
-Ma è impazzita? in casa mia non ci sarà mai alcun oggetto di una marca che inizia per ‘Berl’ e finisce per ‘oni’! Fuori! Sparisca e non si faccia più vedere!

oppure

Driiiiiiin
-Chi è?
-Sono la Sua Cucina Ideale!
-In che senso?
-Mi lasci entrare e guardi le mie misure se non sono perfette!
-Accidenti che bel paio di elettrodomestici!
-Posso entrare? dov’è il locale atto alla mia sistemazione?
-Qui a destra!
-Permette? mi sistemo, eh?
-Prego faccia pure!
-Mi allaccia qui dietro? qui dove c’è il gas. E anche per l’acqua, per favore.

Eh sì, impazzirei per dei dialoghi così (ma chi me li scrive i testi?)

La realtà è molto meno disponibile di una cucina Berloni.
E anche più faticosa.
Il sogno di un pigro come me è avere la possibilità di scegliere fra 4 mobilifici in tutta la provincia di Roma.
Ma come? il mercato, la libera concorrenza, bla bla bla?
Io preferisco il libero pedalino, specie nelle fredde ed umide giornate che ci vengono incontro.
4 mobilifici per 4 fine settimane e la cucina è scelta, ma-te-ma-ti-ca-men-te.
Invece no, porco il boia.

Capita che tu vivi in un quartiere per decenni e ti lamenti:

-ma qui non ci sono librerie
-ma qui non ci sono negozi di abbigliamento per uomo
-ma qui non ci sono cinema
-ma qui non ci sono pub
-ma qui non ci sono divertimenti

e poi scopri il perché, con terrore.
Il mio quartiere è pieno di subdoli mobilifici.
Subdoli perché per anni si sono mimetizzati ai miei occhi per poi riapparire nel momento del bisogno.
La tua attenzione, vigile alle parole chiave “arredamenti”, “mobili”, “cucine” et similia, scopre, in meno di 2 chilometri quadrati, almeno 20 punti vendita di cui tu non ti eri mai accorto, e sono talmente vicini che è impossibile non andarci.

Ci ficchiamo nel primo.
Un gentile signore ci accompagna nel giro.

-Anna, guarda che bella questa!
-Fa cagare
-Be’ sì, in effetti…

Bisogna anche accorgersi dei propri limiti: Anna ha più gusto di me.

Le cucine che vediamo sono talmente grandi che per farle entrare dentro casa, devo far approvare un nuovo Piano Regolatore al Comune di Roma.
Ce n’è una con dei cassettoni immensi, luuuuuuuuuuunghi e laaaaaaaaaaarghi, che credo possano essere usati anche come stanza degli ospiti.
Ah, c’è n’era poi una con un’isola in mezzo che, buttati giù tutti i muri di casa, avrebbe fatto la sua porca figura!

Nonostante ce ne fosse una che non era male, ci sentivamo come lo spermatozoo nero nel film di Woody Allen (“Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere”), e proprio mentre esprimevamo vicendevolmente questa condizione esistenziale, il gentile signore decide di spiegarci perché.
“Più o meno per una cucina di questo tipo, con gli elementi che avete chiesto voi, verreste a spendere intorno ai 7.000 ?, forse anche 8.000, dipende dai modelli”.
La cosa più sorprendente è che ha detto questa cosa a volto scoperto!
E deve aver anche pensato che noi fossimo entrati lì più o meno con quel budget a disposizione.
Sarà stato il nostro look “finto povero” a tradirlo?
Mah…
Con la nonchalance che ci contraddistingue, gli lasciamo le misure della cucina (“così mi esercito un po’, sto qui solo da un mese” ha confessato lui) e ci allontaniamo come avessimo Schifani alle calcagna.

E corriamo fino alla prossima puntata.
Buon fine settimana!

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Il Sanpietrino d’Oro

26 Ottobre 2004 20 commenti

Ed eccoci alla seconda edizione del Sanpietrino d’Oro.
In realtà, arriviamo in ritardo di qualche giorno sull’attualità, ma era doveroso assegnare questo Sanpietrino a questa persona (ma mai come stavolta andrebbe assegnato a più di una), anche se non è proprio alla odierna ribalta delle cronache politico/giudiziarie.

Veniamo alla proclamazione.

And the winner is:

GIUSEPPE DE BENEDICTIS

E chiccazz’è Giuseppe De Benedictis?
E’ il gip di Bari che sta indagando sul sequestro di Agliana, Stefio, Cupertino e del povero Quattrocchi e sui motivi (e sulle persone) che li hanno portati in Iraq.

Dopo mesi di indagine ha concluso che:

1) i quattro italiani erano lì “affinché militassero in territorio iracheno in favore di forze armate straniere (anglo-americane, per la precisione) in concerto e in cooperazione con le medesime, in contrapposizione a gruppi armati stranieri” (cosa già nota da sei mesi)
2) “era effettivamente vero quanto ipotizzato, subito dopo il sequestro dei quattro italiani in Iraq, che essi erano sul territorio di quel Paese in veste di mercenari, o quantomeno, di ‘gorilla’ a protezione di uomini di affari in quel martoriato Paese” (cosa già nota da sei mesi)
3) si trovavano lì perché reclutati dalla Presidium Corporation che è “un centro di addestramento ed arruolamento di mercenari (o peggio, come farebbe pensare la scelta della sede centrale in un paradiso fiscale e la relativa tranquillità che offre…)” (cosa nota non da sei mesi, ma quasi).

Giuse’, nun te se pò nasconde gnente, eh?

In seguito alle indagine minaccia reazioni Maurizio Agliana, che dice: “Non è vero. Eravamo in Iraq incaricati di protezione ravvicinata con un contratto della Sicurezza privata, ovviamente nell’ambito del programma delle Forze di coalizione. Tutto qui”. Identica la posizione di Salvatore Stefio: “Riaffermo che noi eravamo, come lo siamo sempre stati, operatori della sicurezza”.

Tradotto in italiano, è come se Agliana e Stefio avessero risposto: “Non siamo spazzini, siamo operatori ecologici”

Menzione di onore (il Sanpietrino d’Oro, per statuto, non ha possibilità di ex-aequo) va alla buona fede di Bruno vespa, che, nella serata di ieri, ha preferito organizzare un interessante dibattito sull’Isola dei Famosi piuttosto che commentare i risultati delle elezioni suppletive che, benché parziali e con bassissima affluenza alle urne, costituivano pur sempre un dato politico.

PS: Berlusconi in campagna elettorale aveva detto “Con questo voto vogliamo un segno”.
Sarà contento.
Anche se, più che un segno, è un livido.

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La Domanda

22 Ottobre 2004 35 commenti

Anna
amore mio

devo chiederti una cosa
se mi riesce faccio in prosa
e non escludo la poesia
che non è poi cosa mia

Ormai stiamo insieme da due anni e mezzo (esattamente dopodomani)
ci conosciamo benissimo
sai che scherzo molto
quasi sempre
ma su alcune cose non scherzo mai

Sappi che sto per NON scherzare

E quindi
ti faccio La Domanda
seria
seria come un vigile col blocchetto in mano
seria come una siringa piena di Rocefin puntata verso il mio chiuletto
seria come la situazione neurologica di Calderoli
quindi capirai da sola l’importanza della Risposta
Ovvio che mi attendo una risposta affermativa
ma so che le mie attese, in ogni caso, non cambierebbero una virgola alla tue parole

Farei di tutto per avere un tuo sì
se lo chiedi io muggisco
se mi ispiri poi guaisco
ma non rispondermi di no
ti prego
ti prego
ti prego

Veniamo al punto:

E’ VERO CHE IL TORO HA SEGNATO ALL’ULTIMO MINUTO?

PS: visto che il lieto fine una volta tanto ci sta bene, annuncio pubblicamente che presto, una volta arredata casa (quindi entro il 2010, con i tempi che abbiamo noi), andremo a convivere come le coppie vere.

Se non ci saranno complicazioni con:
-la gestione del pedalino sporco
-la gestione del flusso migratorio degli acari che ovunque si annidano
-la gestione del microclima atto ad evitare assideramento Annoide e autocombustione Alcoide
-la gestione del frigorifero con creazione di un comparto atto a contenere i 3 ingredienti base dell’alimentazione Alcaciofide
-la gestione e distribuzione delle liane per scopi non riproduttivi

e avendo trovato un accordo su:
-la gestione della tavoletta del cesso (visto che la pipì la faccio da seduto)

abbiamo anche l’intenzione di durare a lungo.

POST PS: Annuzza, ti ho mai parlato della mia nipotina russa Svetlana?

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Il Sanpietrino d’Oro

19 Ottobre 2004 41 commenti

Signore e Signori
sono onorato di annunciarvi l’istituzione di un prestigioso premio che la Città di Roma ha intenzione di assegnare, con cadenza ancora da stabilire, a personaggi che si distinguano in tutti i campi di particolare interesse pubblico.

Così come Milano, che ha il suo Ambrogino d’Oro, Roma avrà la sua onoreficenza con cui omaggiare personaggi che abbiano avuto particolari meriti.

Avendo Roma come santi patronali S. Pietro e S. Paolo, e non potendo utilizzare quest’ultimo, che ha firmato un contratto in esclusiva con un noto istituto bancario, il nome del premio sara: Il Sanpietrino d’Oro e verrà dato a tutti coloro si saranno distinti per la eccezionale tenacia nell’inseguire un obiettivo, nel sostenere le proprie idee, specialmente se queste vengono elaborate a casaccio all’interno di una scatola cranica con contenuto di seconda mano.

E ora veniamo alla proclamazione del primo sanpietrino.

Il vincitore della prima edizione del Sanpietrino d’Oro è:

ROCCO BUTTIGLIONE

il quale, dopo aver definito l’omosessualità un peccato, anche se ciò doveva portare a “nessun tipo di discriminazione” (bontà sua), decide di uscire dall’impasse in cui si era trovato dopo queste dichiarazioni, intervenendo ad un convegno a Saint-Vincent in cui ha sostenuto:

(da www.repubblica.it)
“SAINT-VINCENT (Aosta) – «I figli è bene che nascano nelle famiglie perché per una donna tirare su un figlio da sola è una fatica improba. I bambini che non hanno un padre ma solo una madre sono figli di una madre non molto buona». Rocco Buttiglione parla e nella sala scende il gelo.
[...]
«L’Europa vive nella convinzione che io posso non condividere le tue idee ma dibatterò fino alla morte perché tu abbia il diritto di esprimerle – spiega Buttiglione -. Solo questo consente la convivenza tra persone che hanno opinioni molto diverse in materia di morale». Il «metodo della libertà» adottato da De Gasperi davanti al totalitarismo comunista («non mise fuori legge il Pci nonostante ce ne fossero gli estremi») va applicato oggi anche al «totalitarismo morbido che afferma il principio che è proibito avere principi, credere in una verità e in dei valori».”

Parafrasando la famosissima frase di Voltaire, da Buttiglione stesso citata, noi possiamo non condividere le sue idee, ma ci batteremo fino alla morte affinché possa mettere del vero tabacco nei suoi sigari.

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Lettera ad una ex-collega

15 Ottobre 2004 26 commenti

Carissima Luciana,

che piacere rivederti al cinema, così, per caso, tu mentre uscivi dalla sala, ed io che entravo insieme ad Anna!
Scusami con Luciano, mi sembrava qualcuno di familiare, ma non ho fatto in tempo a salutarlo.
Ne è passato di tempo da quando lavoravamo assieme, eh?
Bei tempi…
Ieri mentre ci salutavamo ci siamo detti che avremmo commentato via mail il film e sono qui per dirti la mia.
Del resto tu mi hai anticipato che ti è piaciuto.

“Le conseguenze dell’amore” secondo me è un film molto bello, molto curato, con una regia molto “presente” in ogni inquadratura e Tony Servillo è un protagonista spettacolare.
E la storia mi è piaciuta davvero tanto.
Triste e bella allo stesso momento, forte e delicata.
E poi svela il mistero, sotteso a tutta la prima parte del film, solo al momento giusto, senza forzare niente.
Forse, se proprio devo fare un appunto, la storia d’amore, chiamiamola così, è un po’ buttata via.
Ma rimane un gran bel film.

Almeno questa è la sensazione che ho avuto quando ho visto il film due settimane fa.

Sì, perché il film in questione l’ho visto due settimane fa.
Sì, lo so che ieri sera ero nella stessa sala dove tu avevi appena finito di vedere “Le conseguenze dell’amore” al Quattro Fontane.
C’è bisogno che ti dica che io ed Anna eravamo nella sala sbagliata al momento giusto?
e che in realtà eravamo al cinema per vedere “Lavorare con lentezza”?
e che sul lungo incipit, col ragazzo che trasporta la valigia su questo lento ed interminabile tapis roulant, con quella meravigliosa colonna sonora di sottofondo, mi sono rivolto, con voce melliflua, ad Anna dicendole: “ma che cazzo se stamo a vede’?”
e che sul biglietto c’era proprio scritto Sala 1 e non Sala 3?
e che è seguita fuga precipitosa dalla Sala 1 con ingresso altrettanto precipitoso nella Sala 3 contigua?

ps: Le conseguenze dell’amore è molto più bello di Lavorare con lentezza, sallo!

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Mercoledì sera

8 Ottobre 2004 30 commenti

Il ristorante è a poche centinaia di metri da dove ci troviamo in quel momento e sto cercando parcheggio.
“Vuoi che venga anche io o ti aspetto qui?”
“Dai vieni, che tanto stiamo poco” fa mia madre.
Non siamo in centro, e si vede: trovo parcheggio davanti all’ingresso del ristorante.
Sono le nove di sera ed io ho accompagnato mia madre qui, dove si riunivano degli ex colleghi di mio padre, un po’ per rivedersi ed un po’ per fare il punto della situazione di una vecchia causa di lavoro che ancora va avanti.
C’era da mettere una firma e c’erano da raccogliere i soldi per pagare l’avvocato che stancamente se ne occupa.

Forse due parole su mio padre a questo punto ci starebbero bene.
Nel discorso, intendo, non sul blog, ma tanto ho dato già in pasto tutti gli appartenenti alla famiglia Alcaciofide, perché fingere questa ipocrita riservatezza sul capostipite?
Per quanto possa essere strano definire “atipico” il proprio padre, be’ forse è la parola giusta.
Non tanto per il fatto di essere stato sempre molto tollerante su tutto, poco ansioso e per nulla invadente nelle mie scelte (al limite dell’indifferenza), quanto per il fatto di non averlo mai visto ‘riflesso’ negli altri.
Mi spiego: pochissimi parenti di cui nessuno a Roma, zero amici extra-lavoro, zero vita sociale, zero frequentazioni.
Ogni tanto arrivava qualche telefonata di qualche collega per chiedergli qualche cambio turno, tutto lì.

In realtà mio padre lo vedevo (e lo vedo) come sempre: silenzioso, poco incline alla baldoria ed alla confusione, semplice come la semplicità; anche un po’ testadura, ma nemmeno troppo.
Ma assolutamente incline alla solitudine.

Ormai è in pensione da una decina di anni (ndr: papà, non sai quanto hai fatto bene ad insistere ad andare in pensione appena possibile) ed in questo periodo ha fatto in tempo anche ad avere dei problemi di salute che adesso sono, più o meno alle spalle, e che non lo hanno intaccato nel fisico più di tanto.

In realtà a questa serata era stato invitato lui, ma non aveva la minima voglia di andarci; non ricorda molto di quel periodo perché una parte della memoria è ciò che ha lasciato sul campo.

Entriamo in questa enorme sala semivuota, fin troppo calda.
Mi tolgo la felpa e ci dirigiamo verso l’unico tavolo numeroso, dove veniamo calorosamente accolti.

A giudicare da alcuni dettagli, direi che mia madre, per coprire l’assenza di mio padre senza dire loro la cruda verità, abbia esagerato (io direi stravolto) le condizioni di salute del suo legittimo marito.

Tanto è vero che quando il primo di questi si è avvicinato a noi chiedendoci come stesse, io ho risposto un “Bene!” così convinto che deve aver seminato qualche dubbio.

Siamo rimasti lì non molto, il tempo di mettere una firma e di ricevere alcuni chiarimenti, ma tutti ci hanno invitato a mangiare oppure ci hanno chiesto informazioni oppure ci parlavano di mio padre, in una strana ed immotivata atmosfera da caro estinto che, credo, fosse dovuta al fatto che effettivamente qualche ex-collega fosse assente alla cena per ottimi motivi e che questo fosse stato l’argomento principe della cena.

“Mi ricordo perfettamente di tuo padre, era [ndr: era?] una persona estremamente gentile, educata, non si arrabbiava mai, non alzava mai la voce” fa uno.
“Me lo saluti tanto, provi a dirgli il mio cognome, forse si ricorda” fa un altro e poi un altro ancora
“Ma perché non è venuto? ci avrebbe fatto molto piacere, era bello lavorare con lui” dice un quarto, e qualche altro ex-collega mi parla e mi dice belle cose di lui.

Non so come spiegarlo, ma è stato strano per me vederlo descritto nelle parole di persone che non conoscevo e vedere l’ansia specchiata nei loro occhi di rivederlo e di saperne di più sulle sue condizioni.

Il mio papà… è vero non ne parlo mai ed è vero che basta una fatto da nulla come questo per smuovere cose a valanga, cose che non ti spieghi e cose che hai dentro e non sai.
E non sai se le vuoi sapere, come accade ogni qual volta hai qualcosa di non risolto.

Ho preso mia madre, siamo saliti in macchina ed ho guidato fino a casa in silenzio.

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